Ossitocina, l'ormone della Fiducia - Una Persona di Fiducia - Roma

Ossitocina, l’ormone della Fiducia

L’affettività, l’amorevolezza, la cura e l’empatia hanno tutte come comune denominatore chimico l’ossitocina. L’ossitocina può essere considerato l’ormone della fiducia.

Oltre a questo assume un’importanza centrale nelle relazioni affettive di ogni tipo rappresenta la radice della fiducia nell’altro e della capacità di connettersi con lo stato d’animo altrui, permettendo una maggiore cordialità e disponibilità all’altro.

Rappresenta, inoltre, il più forte riequilibratore dello stress e dell’ansia riducendo l’attività delle surrenali e attivando il parasimpatico (meccanismo che consente il rilassamento).

Questo legame tra ossitocina e riduzione dello stress permette di comprendere quanto la relazione e la cura siano fondamentali per un benessere autentico e da dove origina il bisogno dell’altro, in particolare del contatto fisico diretto.

Fisiologia dell’ossitocina
L’ossitocina è più presente nelle femmine rispetto ai maschi, dal momento che sono gli estrogeni (gli ormoni sessuali femminili), principalmente, a mediare la produzione di ossitocina. Il circuito del sistema ossitocinico si estende a tutta la regione subcorticale media del cervello.

L’ossitocina rappresenta il cuore del nostro Sé, l’energia profonda che sostiene la nostra identità, dignità, amorevolezza e autostima. Regola, insieme all’endorfina, il piacere profondo di esistere, di essere nel corpo e la percezione dell’amore per la vita. Non tutte le specie animali posseggono il sistema ossitocinico, questa è una molecola fondamentale per i mammiferi mentre non è prodotta in animali come i rettili.

Vedere come non solo possediamo una tendenza innata all’amorevolezza, alla cura e al contatto con l’altro, ma come anche questa sia la base per un nostro sviluppo sano in senso globale, aiutandoci nella regolazione delle reazioni allo stress.

Questo meccanismo può far prendere consapevolezza di quanto siano fondamentali contatti profondi e intensi con i nostri simili, anche al fine di permettersi un’esperienza riparativa successivamente a mancanza o disfunzionalità di cura da parte delle nostre figure di attaccamento.

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Comments

  • mates

    bell’articolo, interessante!

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